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Scansione occhi: i consigli da seguire per i bambini

Scansione occhi: i consigli da seguire per i bambini

22 Gennaio, 2020 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma No Comment yet

Per chi deve affrontare il retinoblastoma, la scansione occhi è all’ordine del giorno. Questa analisi è fondamentale per diagnosticare la malattia e valutare se il cancro si è diffuso oltre l’occhio del bambino.
Le scansioni seguono il paziente durante il trattamento e le cure post operatorie per vedere come il corpo del bambino reagisce alle cure e come sta crescendo, sviluppando e funzionando attraverso l’esperienza medica. In questo processo, gioca un ruolo decisivo la preparazione alla scansione occhi, importante per garantire il comfort, la cooperazione e la capacità del bambino di padroneggiare la procedura.

Scansione occhi: posa immobile

Le scansioni MRI, CT, GFR e ossa richiedono che il bambino rimanga immobile per un certo periodo di tempo. Un condizione difficile da mantenere per i più piccoli, ma con alcune divertenti attività di preparazione, anche loro possono completare con successo queste analisi e mantenere il corpo fermo.

Insegnare a un bambino a rimanere immobile può essere reso divertente attraverso giochi e attività correlate come la simulazione di storie e situazioni simili, che li aiuteranno a capire come rimanere fermi.

Scansione occhi: la risonanza magnetica

La risonanza magnetica può essere particolarmente rumorosa e richiede una preparazione avanzata per i più piccoli. Per abituarli, il consiglio è quello di iniziare a parlare loro di ciò che fa una risonanza magnetica; una semplice spiegazione verbale è sufficiente: scatta una foto all’interno del tuo corpo per vedere come stai crescendo e migliorando. Quindi mostriamogli una foto della macchina e dell’ambiente.

Successivamente possiamo simulare con loro l’esperienza, con giocattoli, peluche e bambole. Usiamo tanta immaginazione! Scatole riciclate e un po’ di colla possono essere oggetti eccellenti per creare la nostra risonanza magnetica.

Infine, è importante spiegargli i suoni forti emessi dal macchinario. Alcune sequenze sembrano picchiettamenti duri, mentre altre possono suonare forti come un motore a reazione. Alcuni di questi suoni possono essere trovati su Internet, consentendo ai bambini di ascoltarli insieme e conoscerli.

Distrazioni

I tecnici della risonanza magnetica forniranno al bambino tappi per le orecchie o coperture protettive che riducono il rumore durante la scansione. Alcune macchine, negli ospedali specializzati, offrono uno schermo TV speciale che il piccolo può guardare durante la scansione.

Parliamo in anticipo con il nostro team medico sulle opzioni che il bambino potrebbe avere. Ciò ci consentirà di preparare accuratamente i nostri figli e potremo anche selezionare i loro DVD o CD preferiti per farli divertire durante l’analisi.

Virus contro il cancro: allo studio un nuovo trattamento per combattere il Retinoblastoma

Virus contro il cancro: allo studio un nuovo trattamento per combattere il Retinoblastoma

30 Gennaio, 2019 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma No Comment yet

Il retinoblastoma, una tumore oculare che colpisce soprattutto i bambini, potrebbe essere trattato, in futuro, senza chemio e operazione. Sul Science Translational Medicine è stata presentata una nuova terapia: l’adozione di un virus contro il cancro.

Virus contro il cancro: il Vcn.01

Il trattamento prevede l’utilizzo di un virus oncolitico, ovvero che infetta e uccide soprattutto le cellule tumorali. Il virus contro il cancro si chiama Vcn-01 e prende di mira le cellule caratterizzate da una mutazione del gene oncosoppressore Rb1 all’origine del retinoblastoma. Gli esprimenti sui topi hanno dimostrato che la strategia è efficace e sicura e un primo trial clinico di fase 1 ha dato risultati promettenti. Se i risultati venissero confermati i pazienti potrebbero essere curati evitando gli effetti collaterali della chemioterapia e risparmiandosi le operazioni chirurgiche.

Il ricorso ai virus contro il cancro non è una novità, ma è la prima volta che questa strategia viene adottata per combattere il retinoblastoma.

Virus contro il cancro: lo studio

I ricercatori del Sant Joan de Déu di Barcellona hanno utilizzato un virus contro il cancro del tipo adenovirus, generalmente responsabile di leggere infezioni respiratorie. Un meticoloso lavoro di ingegneria genetica ha reso il virus capace di riprodursi solamente all’interno delle cellule cancerose. Il virus è stato poi iniettato negli occhi dei topi affetti dal retinoblastoma.

Il risultato è stato che gli occhi dei roditori trattati con il virus si mantenevano intatti per un periodo di tempo all’incirca doppio rispetto agli animali non trattati o trattati con la chemioterapia. Prima di passare alla sperimentazione sugli umani, i ricercatori si sono accertati della sicurezza della terapia iniettando il virus contro il cancro negli occhi di conigli sani osservando solo una leggera infiammazione destinata a scomparire nell’arco di sei settimane.

Incoraggiati da questi risultati i ricercatori spagnoli hanno avviato una sperimentazione clinica di fase 1 con lo scopo di valutare se la terapia con il virus oncolitico sia sicura nei bambini con retinoblastoma che non hanno risposto alla chemioterapia o al trattamento con radiazioni. Due pazienti hanno ricevuto il trattamento finora senza mostrare eventi avversi.

Gli scienziati hanno anche constato che il virus eseguiva il suo compito prendendo di mira esclusivamente le cellule tumorali ignorando le cellule sane e senza danneggiare la retina. Più precisamente l’agente infettivo sembrava riuscire a distruggere i più piccoli frammenti di tumore che galleggiavano nell’occhio. Questi frammenti sono pericolosi perché possono depositarsi sulla retina e sviluppare nuovi tumori, e sono difficili da eliminare con la chemioterapia.

3° International Update about Retinoblastoma

3° International Update about Retinoblastoma: resoconto

11 Settembre, 2018 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma, News No Comment yet

Venerdì 7 e sabato 8 settembre si è svolto, presso l’aula congressi del distaccamento San Paolo dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, il 3° meeting internazionale sul Retinoblastoma.

L’Ailr, come membro del gruppo dell’EurBG, è intervenuta con la presenza e con un intervento dove sono state presentate anche eventuali nuove sfide che l’associazione potrebbe intraprendere per i prossimi anni, quale l’acquisto di un nuovo macchinario per la cura e la diagnosi accurata del retinoblastoma.
Nelle due giornate di convegno si è fatto il punto della situazione sull’attuale stato dei trattamenti inflitti ai pazienti dei paesi rappresentati dai medici presenti in sala e sono emerse delle differenze soprattutto tra gli stati orientali e quelli occidentali.

3° International Update about Retinoblastoma: i 10 anni di chemioterapia intrarteriosa

Durante il convegno è stata presentata l’esperienza di 10 anni di chemioterapia intrarteriosa del team del gruppo di ricerca di Siena guidato dalla Prof.ssa Doris Hadjistilianou con risultati sovrapponibili ai centri di eccellenza mondiale. Sono 180 gli occhi trattati con oltre 790 procedure grazie al team di oftalmologi, neuroradiologi, oncologi pediatri e neuroradiologisti interventisti. Presentati anche i brillanti risultati del “gemellaggio” con l’ospedale Aghia Sofia di Atene con il quale, da oltre 15 anni, il gruppo di Siena ha una continua e proficua collaborazione: oltre 70 i bambini greci trattati grazie all’accoglienza del Policlinico Le Scotte di Siena.

3° International Update about Retinoblastoma: convegno3° International Update about Retinoblastoma: la situazione italiana

Dal 3° International Update about Retinoblastoma è emersa una notizia confortante e cioè che Francia, Italia (Bambino Gesù), Spagna, Germania, Olanda e Svizzera sono ormai uniformati ad una tipologia di protocollo che permetterebbe di trattare i bambini in modo uguale nei paesi appena citati. In particolare, nella giornata di sabato si è discusso della qualità della vita con interventi da parte di psicologi e protesisti italiani e stranieri. Non sono mancate le domande incentrate soprattutto al come affrontare la vita dopo l’enucleazione e l’accettazione della mancanza di uno o di entrambi gli occhi da parte dei genitori e dei piccoli pazienti.

3° International Update about Retinoblastoma: convegno 2 Da parte nostra un grosso grazie va al Dottor Romanzo Antonino e al dottor Cozza Raffaele, rispettivamente oculista e oncologo che seguono i nostri bambini presso l’ospedale pediatrico del Bambino Gesù di Palidoro e Roma Giannicolo, per avere organizzato un evento come quello, momento di crescita personale e di confronto tra le varie associazioni. Da parte nostra un grazie alle associazioni di genitori intervenute e un arrivederci al prossimo incontro.

3° International Update about Retinoblastoma 2

Uno sguardo alle protesi oculari pediatriche

Uno sguardo alle protesi oculari pediatriche

8 Agosto, 2018 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma, News No Comment yet

Le protesi oculari pediatriche sono uno strumento fondamentale per la vita di molti bambini e vengono utilizzata per casi di:

  • Anoftalmia o Microftalmia congenita
  • Enucleazione per Retinoblastoma o altre neoplasie orbitarie
  • Microftalmia per Retinopatia del pretermine (R.O.P.)
  • Patologie sistemiche dove occorre la riabilitazione protesica del paziente pediatrico.

Protesi oculari pediatriche: quando si deve intervenire

Durante i primi anni di vita, contemporaneamente alla crescita ed all’espansione del cervello, l’osso mascellare riceve una spinta verso il basso dai globi oculari in formazione e si muove seguendo l’influenza dell’espansione orbitale e della trazione muscolare esercitata dal palato molle, dalla lingua e dalle connessioni muscolari con la mandibola. Verso i quattro anni di vita la crescita del cervello diminuisce ma continua quella delle cartilagini del setto, sviluppando così il seno frontale. A questo punto è importante intervenire con le protesi oculari pediatriche. Perché? Perché, oltre ad un marcato microrbitismo, è presente una ipoplasia dei tessuti circostanti a quelli oculari (sia molli che ossei) ed il loro aspetto è atrofico ed iposviluppato.

Protesi oculari pediatriche: obiettivi

L’obiettivo della riabilitazione protesica del paziente anoftalmico pediatrico, non è la semplice applicazione di una protesi oculare pediatrica ma anche il corretto sviluppo della regione orbito-zigomatica, nel modo più simile possibile a quella controlaterale. Questo aspetto risulta ancora più evidente nei casi di anoftalmia/microftalmia bilaterale, dove lo sviluppo simmetrico delle orbite e delle cavità anoftalmiche è di evidente importanza.

Fonte: DalPasso.it

intervista a radio radio by night

Intervista a Radio Radio By Night Roma

6 Dicembre, 2017 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma, News No Comment yet

Continua la nostra iniziativa di Natale: quella di acquistare un campimetro per il nuovo ambulatorio di oculistica di Santa Marinella, dove i nostri bambini effettuano i controlli post terapici e di follow up.

Di seguito potete trovare le nostre segnalazioni sull’acquisto delle stelle di natale. Vogliamo ringraziare le redazioni di 7Salerno e di Quinews24 per aver promosso la nostra campagna natalizia:

Campagna natalizia per la lotta contro il retinoblastoma

Qui, invece, potete ascoltare la nostra intervista a Radio Radio By Night Roma:

Per partecipare alla nostra iniziativa potete donare liberamente, come, dove e quanto volete, attraverso un bonifico bancario intestato alla nostra Onlus, con carta di credito o PayPal, o acquistando le nostre stelle di natale di cioccolato al costo di 6 euro.
Per maggiori informazioni potete cliccare su questa pagina.

aiutaci a donare un campimetro

Aiutaci a donare un campimetro

15 Novembre, 2017 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma No Comment yet

Anche quest’anno, l’Ailr è al fianco dei bambini e dei dottori che lottano contro il retinoblastoma. L’impegno preso con il dottor Romanzo e con tutti i nostri amici e sostenitori è quello di acquistare un campimetro per il nuovo ambulatorio di oculistica di Santa Marinella, dove i nostri bimbi effettuano i controlli post terapici e di follow up.

campimetroPuoi donare liberamente, come, dove e quanto vuoi, attraverso un bonifico bancario intestato alla nostra Onlus, con carta di credito o PayPal. Trovi tutte le info a questa pagina.

retinoblastoma: biopsia dall'umore acqueo

Retinoblastoma: la biopsia liquida dall’umore acqueo

8 Novembre, 2017 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma No Comment yet

Una tecnica messa a punto da ricercatori americani sarebbe riuscita a dimostrare la presenza di DNA tumorale nel liquidi prelevato dalla parte anteriore dell’occhio. Lo studio su JAMA Ophthalmology.

Dalle gocce di umore acqueo sarebbe possibile evidenziare la presenza di DNA tumorale, per la diagnosi di retinoblastoma, nonché per valutare prognosi e risposta ai trattamenti. Una ‘biopsia liquida’ vera e propria, messa a punto da Jesse Berry dell’University of Southern California di Los Angeles, e colleghi. I risultati sono stati riportati su JAMA Ophthalmology.

Retinoblastoma: lo studio

Berry e colleghi hanno valutato diversi casi di retinoblastoma tra il 2014 e il 2015. I ricercatori hanno isolato DNA libero in sei campioni di umore acqueo dagli occhi di tre bambini, due dei quali sono andati poi incontro a enucleazione, ovvero asportazione dell’occhio. La valutazione dell’umor acqueo da campioni prelevati dall’occhio asportato avrebbe mostrato variazioni del materiale genetico compatibili con quelle tumorali. Inoltre, una mutazione nonsenso su RB1 da un bambino sarebbe stata identificata dai campioni di umor acqueo ottenuti nel corso dell’iniezione di melfalan, corrispondente alla caratterizzazione del tumore fatta secondariamente.

L’aspetto più interessante di questa ricerca è avere finalmente accesso al DNA tumorale, senza doverlo prelevare tramite biopsia dall’occhio – spiega Berry – Questo studio dimostra che l’umor acqueo ha un enorme potenziale come surrogato della biopsia classica. Questo è un primo passo verso la medicina di precisione nei bambini affetti da questa forma di cancro mortale”, ha concluso.

Secondo William Harbour dell’University of Miami School of Medicine, “il risultato più sorprendente è che una piccola quantità di liquido prelevato dalla parte anteriore dell’occhio può contenere abbastanza frammenti di DNA tumorale sufficienti a determinare con precisione valori relativi al retinoblastoma, collocato nella parte posteriore dell’occhio. L’affinamento di questa tecnologia potrebbe migliorare notevolmente lo standard di cura – ha aggiunto l’esperto – identificando in modo oggettivo quali pazienti possono beneficiare di trattamenti e dovrebbero effettivamente andare incontro a enucleazione primaria”.

Mentre Irina Belinsky, della NYU Langone Health di New York, ha spiegato che “anche se i risultati sono stati riportati solo su un piccolo campione, la conclusione è eccitante. Forse uno studio multicentrico potrebbe aiutare a convalidare questi risultati promuovendo i significativi progressi fatti finora”.

I test genetici possono prevedere il retinoblastoma

I test genetici possono prevedere il retinoblastoma

25 Ottobre, 2017 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma No Comment yet

La storia che vogliamo raccontarvi oggi parte dall’India ed è quella di Meena e delle sue due figlie, di uno e quattro anni, Lata e Isha. A entrambe è stato diagnosticato il retinoblastoma. La figlia maggiore aveva già perso un occhio a causa del cancro. Per questo motivo, su consiglio di un altro genitore, la famiglia si è recata all’ospedale di Kamineni per la consulenza genetica. Ed è proprio da qui che parte la prevenzione.

Prevedere il retinoblastoma: i test genetici

Il retinoblastoma è un cancro frequente nei bambini di età inferiore ai cinque anni. Infatti, costituisce il 3% di tutti i tumori pediatrici a livello globale.

Si verifica a causa della mutazione nei geni – il materiale ereditario che viene dai genitori. L’RB1 è un gene che impedisce la formazione e la progressione del tumore. Nelle persone con mutazione del gene RB1, le cellule retiniche si moltiplicano in maniera incontrollabile per formare un tumore.

Le due bambine di Meena avevano la mutazione di questo gene. Ulteriori prove hanno rivelato che la mutazione proveniva proprio dalla madre e che, quindi, c’era un 50% di possibilità che il suo terzo figlio avesse la stessa malattia.

Prevedere il retinoblastoma: l’eredità

Il Retinoblastoma ereditario può essere individuato in un feto attraverso un processo chiamato test genetico prenatale. Per la prova i medici prendono una piccola quantità di tessuto dalla placenta della madre attraverso un metodo chiamato “Chorionic Villus Sampling” (CVS) o prelevano del fluido amniotico che circonda il feto. Da qui estraggono il DNA fetale dal campione materno e fanno un test di sequenziamento di prossima generazione (NGS) e l’analisi bioinformatica. Questa combinazione, unita all’interpretazione clinica, può aiutare i medici a identificare la mutazione che causa il retinoblastoma nel feto.

Prevedere il retinoblastoma: la prevezione

Il tumore, se diagnosticato in tempo, può essere trattato, salvando così l’occhio e la vita del paziente. Mentre il tasso di successo nel trattamento dei casi di retinoblastoma è del 93% nei paesi europei e del 96,5% negli Stati Uniti, il tasso di sopravvivenza media nei paesi in via di sviluppo è del 40-79%.

 

retinoblastoma: quando l'unione fa la forza

Retinoblastoma: quando l’unione fa la forza

2 Agosto, 2017 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma, News No Comment yet

Essere il genitore di un bambino con retinoblastoma, o vivere con gli effetti di questo cancro ogni giorno, è un’esperienza dolorosa e frustrante. Qui di seguito esaminiamo alcune delle sfide che incontriamo in diverse fasi di questa malattia.

Sensibilizzazione e diagnosi

Per molte famiglie le sfide iniziano prima della diagnosi, quando vedono i primi segni di squint o leucocoria e cercano aiuto per il loro bambino.

Il retinoblastoma interessa circa 1 su 15-17.000 nascite. Ciò equivale a circa 1.500 bambini all’anno in India, 270 negli Stati Uniti, 135 in Messico, 22 in Canada e 16 in Australia. La diagnosi è spesso ritardata poiché molti medici primari non riconoscono i primi segni.

I medici e ricercatori specializzati nel retinoblastoma riconoscono la diagnosi ritardata come un problema critico. I ritardi causano la perdita della vista o della vita dei bambini ogni giorno, in tutto il mondo. La comunità ha lo scopo di sviluppare campagne comuni e di grande impatto per migliorare la diagnosi precoce. Genitori e pazienti possono aiutare i medici a migliorare la diagnosi precoce:

  • Individuando i segni precoci;
  • Ampliando il dibattito per sviluppare campagne di messaggistica e globali che aumentino efficacemente la consapevolezza;
  • Partecipare a campagne di sensibilizzazione coordinate.

Cure mediche

Esistono vari trattamenti per il retinoblastoma, a seconda del numero, della dimensione e della posizione dei tumori, se uno o entrambi gli occhi sono interessati. Una serie di altri fattori influenzano anche il trattamento, come la disponibilità, la copertura assicurativa (in America) e la capacità della famiglia di rispettare il trattamento.

Quando a un bambino viene diagnosticata la malattia, i genitori di solito hanno poca conoscenza del cancro o delle opzioni di trattamento. Le decisioni devono essere fatte velocemente e i genitori si fidano del loro team medico per guidarli attraverso le loro opzioni.

La cura del bambino coinvolge spesso sottoprogrammi multipli e talvolta la cura condivisa su diversi ospedali. Se i genitori ricevono informazioni conflittuali da diversi medici o dipartimenti, può verificarsi una confusione e un travaglio significativo. In casi estremi, ciò può avere conseguenze tragiche. Tre modi tramite cui i genitori possono aiutare i medici ad anticipare la cura:

  • Condividere le proprie esperienze di accesso al trattamento e lavorare con la comunità medica per individuare e implementare soluzioni.
  • Lavorare con gli specialisti del retinoblastoma per sviluppare efficaci consensi informativi e processi di comunicazione.
  • Creare programmi di supporto che rendano disponibili tutti i trattamenti dimostrati.

Sostegno familiare

I bambini con retinoblastoma sono molto giovani, e l’esperienza del cancro può sopraffare la loro naturale capacità di affrontare le sfide. Le procedure mediche ripetute, lo stress familiare, la perdita di routine, l’incertezza e la malattia fisica influiscono sul loro sviluppo e sul benessere emotivo. I sostegni implementati dalla diagnosi durante il trattamento possono però ridurre significativamente questi impatti.

La vita dopo il retinoblastoma

Sebbene il trattamento per il retinoblastoma si sia sviluppato in modo significativo negli ultimi 30 anni, l’assistenza post cura rimane limitata.

Il rischio del ripresentarsi della malattia è un fardello pesante per molti sopravvissuti. Spesso sono riluttanti a discutere del rischio o delle esperienze del secondo tumore, sentendo un forte senso di responsabilità per ridurre al minimo la preoccupazione tra i loro coetanei e i genitori. Difficile è anche l’accesso alla consulenza e ai test genetici. Per questo è necessario:

  • Parlare apertamente dell’impatto psicologico della malattia combinato con il livello di conoscenza e l’accesso alla cura continua.
  • Rendere accessibile la consulenza genetica e i test genetici di alta qualità a tutte le famiglie e superstiti come standard di cura.
  • Lavorare con i medici per sviluppare linee guida concordate per la cura dei pazienti.

Il retinoblastoma è una grande sfida – per i bambini, i genitori, i sopravvissuti e i medici che dedicano la loro vita a rendere migliore la nostra. Eppure questa battaglia e la nostra esperienza collettiva ci danno un’opportunità ancora maggiore per lavorare insieme e vincere la malattia.

nuove tecniche per il trattamento del retinoblastoma

Nuove tecniche selettive rivoluzionano il trattamento del retinoblastoma

19 Luglio, 2017 Posted by Informazioni sul Retinoblastoma, News No Comment yet

Il melphalan intravitreale e la chemioterapia intra-arteriosa forniscono elevati tassi di salvezza non solo dell’occhio ma anche della vita stessa del paziente.

Trattamento del retinoblastoma: i nuovi traguardi raggiunti

I traguardi raggiunti nel trattamento del retinoblastoma offrono una migliore sicurezza rispetto alla chemioterapia sistemica e alle radiazioni, e portano a livelli di salvezza più alti dell’occhio senza compromettere la sopravvivenza del paziente.

“La chemioterapia intra-arteriosa si sta rivelando una modalità di trattamento primaria per la cura del retinoblastoma mentre la chemioterapia intravitreale ha sostituito la radiazione esterna come terapia di recupero per la semina vitreosa”, ha dichiarato il dottor Kim, direttore del reparto al Children’s Hospital di Los Angeles. “Il trattamento del retinoblastoma extraoculare è molto diverso in quanto si basa sulla chemioterapia multiagente ad alto dosaggio per salvaguardare le cellule staminali piuttosto che deformarle con la chirurgia orbitale e la radiazione”.

Trattamento del retinoblastoma: Chemioterapia intra-arteriosa

Il Dott. Kim ha accreditato David Abramson, del Memorial Cancer Center di Sloan Kettering (MSKCC), New York, come leader nello sviluppo della moderna tecnica di infusione endovenosa dell’arteria del medicinale melfalan. Ha lavorato con il dottor Abramson per recuperare 7 dei primi 9 occhi trattati presso l’ospedale. Due occhi sono stati rimossi a causa del fluido subretino persistente.
Gli oncologi oculari del MSKCC hanno la più grande esperienza con la chemioterapia intra-arteriosa. Un campione di circa 500 pazienti, trattati dal 2011 al 2015, ha ricevuto una media di tre infusioni somministrate a intervalli mensili con una dose media di 4 mg. Risultato: il 79% dei pazienti non necessitava più di enucleazione o di radiazioni.

Carol L. Shields del Wills Eye Hospital, Philadelphia, ha riportato un livello di salvataggio del 91% in una serie di malattie unilaterali del gruppo D.

“Questi risultati si confrontano favorevolmente con il tasso di recupero del 50% associato alla sola chemioterapia sistemica”, ha dichiarato Kim. “I dati indicano che la frequenza della malattia metastatica con la chemioterapia intra-arteriosa è di circa il 4%.”

Trattamento del retinoblastoma: la Chemioterapia intravitrale

Il melfalan viene iniettato in una parte dell’occhio senza tumore attraverso un ago. Una volta tolto è applicata la crioterapia e l’occhio viene scosso per distribuire il farmaco.
La maggior parte dei centri che eseguono questa tecnica, somministrano iniezioni settimanali di melphalan tra i 20 e i 30 mcg con un recupero dell’occhio nel 90% dei casi.
La combinazione di chemioterapia sistemica e iniezioni intravitreale del melphalan ha portato ad un tasso di recupero dell’occhio del 75%.

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