Dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) arrivano buone notizie: la cecità infantile è in diminuzione, merito della prevenzione e delle cause spesso prevedibili. Secondo i dati sono 13,4 milioni i disabili visivi con meno di 15 anni, mentre in totale ammontano a 285 milioni i ciechi e gli ipovedenti di tutte le età.
Cecità infantile: 12 milioni i bambini ipovedenti
C’è ancora molto da fare. Troppi restano i bambini che non hanno accesso a visite oculistiche e, tanto meno, agli occhiali. Ben 12 milioni di giovani con meno di 15 anni sono considerati ipovedenti a causa degli errori refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo), che potrebbero essere facilmente diagnosticati e corretti. Sempre secondo l’OMS circa 1,4 milioni sono irreversibilmente ciechi: “Hanno bisogno di interventi riabilitativi per un pieno sviluppo psicologico e personale”.
Cecità infantile: le cause
Infezioni della cornea od opacità corneali oltre alle anomalie congenite sono le principali cause di cecità nei bambini dei Paesi in via di sviluppo. In quelli sviluppati, invece, sono la retinopatia del prematuro (ROP) [1] e la cataratta congenita sono le più frequenti cause evitabili; quelle non evitabili sono principalmente le anomalie del nervo ottico e lesioni della corteccia visiva.
Come prima causa della perdita della vista nei paesi in via di sviluppo c’è la carenza della vitamina A, un problema quindi risolvibile. Miglioramenti della salute materna e neonatale, nonché investimenti nelle infrastrutture nazionali di assistenza sanitaria e nel loro mantenimento sono essenziali per ridurre il peso della cecità evitabile.
Fonte: iapb.it





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